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Relations
I transfert pittorici dell'artista Tonia Erbino, proiettandosi sulle tele mediante sovrapposizioni di colore e pennellate pastose, a tratti verticali e indefiniti, riproducono in forma attuale le dinamiche relazionali più disparate possibili; relazioni ambigue, morbose, problematiche, vantaggiose, proficue, ma al contempo nostalgiche e investigatrici della fragilità dei personaggi imbrigliati in esse.
In Relations le coordinate spazio-temporali sono annullate: lo spazio della tela è aleatorio, sospeso, un pretesto per evocare una realtà interiore atavica e in cui ambientare il racconto dell'incoerenza dei rapporti umani che si protrae senza indugi in un tempo irrisolto.
La sessualità intesa come mercificazione dei sentimenti è presente in più di un'opera e scopre nelle nudità degli uomini e delle donne protagonisti la dicotomia tra il desiderio di un immediato appagamento per evadere dalla noia della routine e il condizionamento originato dal senso del dovere che non rende liberi appieno.
In una società che cambia di continuo e rapidamente, un'identità flessibile e versatile si rende necessaria in ogni uomo che, per quanto sia essere pensante e dotato di raziocinio, spesso è mosso da emozioni e pregiudizi incontrollabili.
Le apparenti disarmonie delle composizioni di Erbino, uniche perché effetto di risoluzioni stilistiche che ne rivelano l'elevata professionalità artistica, destabilizzano proprio come gli andamenti dei rapporti umani raffigurati, costruttivi, distruttivi, spesso inesistenti, abilmente ricercati nell'esplorazione spasmodica delle diverse strutture che si intessono tra gli universi relazionali come una sorta di codice interno, esercitato più o meno consapevolmente dagli individui.
L'eterno conflitto tra il bisogno di vivere relazioni vere e la paura dell'impegno che queste generano è ben rappresentato nei lavori di Erbino, nei quali l'allungamento e la dilatazione delle figure inerti riportano al concetto di "relazioni liquide" coniato dal sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman. Secondo Bauman, gran parte dell’incertezza da cui si sente attanagliato l’uomo postmoderno deriva dalla sua trasformazione, agli occhi della società, da produttore a mero consumatore; il soddisfacimento dei bisogni immediati genera, in tutti gli aspetti della vita, relazioni effimere, instabili, "liquide" che scorrono come l'acqua e non scompaiono prima di averne annegato gli attori, che si scoprono naufraghi sull'isola della solitudine.
Solitudine e incomunicabilità traspaiono negli sguardi e negli atteggiamenti distaccati delle persone raffigurate, il cui stile oscilla tra quello passivo, tipico di coloro che sono incapaci di esprimere le proprie opinioni ed esigenze, e quello aggressivo, caratteristico di chi tiene conto esclusivamente di se stesso e della propria gratificazione, calpestando i diritti altrui.
Tonia Erbino, nello sperimentare nuove modalità espressive, congeniali alla sua sensibilità ricca e complessa e al suo fervido sentire, adopera colori ad olio le cui nuances si ammorbidiscono nel trattare le relazioni più intime (The wise, Visit), conferendo luce e trasparenza a quei soggetti che assurgono a guida e sollevano dagli sprofondamenti dell'anima.
I tumulti emozionali, sottolineati dai contrasti cromatici ricorrenti, via via si diradano per accogliere la chiarezza di una fusione di intenti che supera i rigori terreni, rasentando il divino.
Dalla sagace analisi pittorica delle relazioni emerge che, sebbene la modernità le abbia rese ancor più fugaci, accentuandone la natura in bilico tra gli aspetti biologici e carnali e quelli psicologici e culturali, l’amore ultracorporeo e sublime, come forza estranea alle logiche del profitto, esiste (Elective affinity).   
                                                                                                           
                                                                                                                             
                                                                                                                                                                       Claudia Del Giudice

Le “relazioni” del nostro tempo nelle opere di Tonia Erbino

   Le relazioni umane, e le loro dinamiche interne, rappresentano la tematica della mostra personale di Tonia Erbino Relations, attraverso la quale l’artista esamina la natura dei rapporti umani che contraddistingue il nostro tempo, rapporti che sono raffigurati nelle loro diverse combinazioni individuabili nella relazione tra genitori e figli, tra i coniugi, tra gli amanti, ma anche tra le persone in genere.
   Nelle sue opere si evidenzia ancora una volta quel sostrato classico che caratterizza la sua produzione più pregiata, ma che in questa serie, particolarmente, nell’impianto scenico sembra quasi richiamare certi affreschi dell’antichità che ritroviamo in alcuni siti archeologici d’Italia e che rappresentano il segno inequivocabile di una pittura colta che affonda le sue radici nella storia dell’arte, pur trattando argomenti della nostra età contemporanea.  Nella personalissima rielaborazione della pittrice formatasi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, tuttavia, gli sfondi partecipano a pieno titolo alla resa dei contenuti, sempre di forte impronta sociologica, ribadendo, anche sul piano cromatico, delle relative nuance e della pennellata, il più profondo significato espresso dalle figure rappresentate.
     Agli occhi degli osservatori più esperti non possono sfuggire alcune calcolate disarmonie, tocchi istantanei, sfumate stesure del colore che riproducono, anche sul piano simbolico - formale, l’atteggiamento psicologico dei personaggi ritratti.
   Nei dipinti di Tonia Erbino le linee pittoriche si sviluppano in senso verticale quasi a riprendere la posizione delle figure che sembrano fuoriuscire dalle più ampie campiture degli sfondi condividendo, in qualche caso, un’unica pennellata con l’originale effetto di annullare ogni netta demarcazione tra scenario e personaggio, un efficace espediente tecnico che, oltre a caratterizzare la composizione, offre anche interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente. L’idea che ci suggeriscono alcune opere in particolare, quali The wise o Dear, old America, è che l’autrice abbia voluto rimarcare la convinzione, confermata anche dalle scienze, che il carattere degli uomini e le conseguenti condotte, si sviluppino dal contesto nel quale i soggetti sono vissuti. Così, a esempio, in alcuni dipinti quali The wise, o The deal, i repentini stacchi cromatici che contraddistinguono gli sfondi contribuiscono a rafforzare la tensione emotiva che avvolge i personaggi rappresentati. Allo stesso modo, in opere come Visit o No more feeling la cupezza della scena rafforza un’evidente incomunicabilità che trasmettono le figure ritratte, un uomo e una donna colti in un atteggiamento di freddezza e distacco rimarcato dalla distanza fisica delle figure sulla tela, anche quando sono rappresentati in un intimo incontro. In qualche opera la generale atmosfera, nella quale le figure sono calate, si presenta abbastanza evanescente, i colori appaiono decisamente sfumati, privi di una loro consistenza tangibile, un elemento che, pur producendo esiti estetici di sicuro effetto, può essere interpretato anche sul piano simbolico offrendo la chiara idea della labilità dei rapporti interpersonali ai nostri giorni.
   Nel descrivere le opere di Tonia Erbino non possiamo esimerci dal dedicare un paragrafo a parte ai volti che contraddistinguono le figure ritratte. I visi appaiono privi di una loro identità, incapaci di trasmettere un sentimento, di qualunque natura si tratti, mentre in qualche occasione si evidenzia uno scostamento tra l’espressione dei volti e il contesto nel quale sono rappresentati. Essi non manifestano quelle emozioni che la situazione raffigurata lascerebbe supporre, e il titolo di un dipinto quale il già citato No more feeling ben rende l’atteggiamento di due stanchi personaggi ormai del tutto incapaci di vivere una passione amorosa, ma l’insoddisfazione regna sovrana sui volti delle figure anche in un’opera come Family? che sembra rappresentare la crisi di un moderno nucleo familiare nel quale ciascun membro appare ormai inadeguato a interpretare il proprio ruolo secondo i canoni che ci sono stati tramandati dal passato, anche se ancora non risultano del tutto chiari quali saranno i compiti di genitori e figli in un prossimo futuro.


                                                                                                                                                                         Prof. Domenico Raio

The “Relations” of our times in Tonia Erbino’s works

Tonia Erbino’s personal exhibition, “Relations”, represents the theme of human relationships and their internal dynamics, through which she studies the nature of human relationships that characterizes our time. These relationships are depicted in diverse combinations, between parents and children, between spouses, between lovers and also people in general.

Once again, her work highlights the classical substrates that characterizes her high art production. But in these paintings and in particular in their scenic structures, it almost seems to evoke the frescoes of ancient times, the ones we find in Italian archaeological sites, which is a distinctive sign of a painting that roots in the history of art whilst dealing with our modern era. In the personal re-elaboration of the painter, formed at the Accademia di Belle Arti of Naples, the backgrounds explore sociological contents, which confirms the deeper meaning associated with the represented figures, even in term of colour nuances and strokes.

In the eyes of a more skilled observer, they cannot escape some studied disharmonies, brushstrokes snapshots, nuanced layers of colour that reproduce the psychological attitude of the characters, even on a formal symbolic level.

In Tonia Erbino’s paintings, the pictorial lines develop vertically in order to resume the position of the figures who seem to emerge from the wider backgrounds with the original effect of cancelling any clear demarcation between setting and character. It is an effective technique that, in addition to characterizing the composition, also offers interesting reflections on the relationship between man and the environment.
The author through her works, in particular The wise or Dear, old America, wants to emphasise the conviction that man’s character and behaviour depend on the context where they live. In some paintings such as The Wise, or The deal, the sudden colour contrasts that characterise the backgrounds help strengthen the emotional stress of the characters represented. Similarly, in works such as Visit or No more feeling, the darkness of the scene reinforces a lack of communication between the figures: a man and a woman in a cold and detached manner though they are in an intimate encounter. In some paintings, the general atmosphere, in which the figures are dropped, is quite evanescent. The colours are fairly feathered, without real consistency. An element that even though it produces great aesthetic results, it can also be interpreted on a symbolic level as an expression of a relationship’s fragility of our time.

In describing Tonia Erbino’s works, we cannot avoid dedicating a paragraph to the faces of represented figures. Faces appear without an identity, unable to convey any feeling. In addition, in some paintings there is a difference between the expression of the faces and the context in which they are included. In fact, they do not manifest those feelings that the situation painted let it presume. The title of the painting No more feeling immediately draws attention to the attitude of two distant tired characters unable to live a passionate love. Dissatisfaction reigns on the faces of the figures even in Family?; it represents the crisis of the modern family where each member appears inadequate both to play their role by following the rules that have been handed down from the past, or by following new rules that are still not clear in their mind.

 
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