
GALLERIA MUSEOPOSSIBILE�“Officina per le arti contemporanee e lo spettacolo”
Presenta:
▪️CONTEMPORANEE
(Corpi, linguaggi e dislocazioni)
a cura di Costabile Guariglia
▪️Inaugurazione:
giovedì 26 febbraio 2026, ore 18.00
▪️Periodo espositivo:
26 febbraio – 26 marzo 2026
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Galleria Museopossibile presenta Contemporanee.
Corpi, linguaggi e dislocazioni, una mostra collettiva interamente al femminile che riunisce le ricerche di Antonella Botticelli, Anna Crescenzi, Diana D’Ambrosio, Francesca Di Martino, Mina Di Nardo, Tonia Erbino, Mariana Sofia Gonzàlez, Anna Maria Mirabella, Anna Maria Saviano, Maria Sara Pistilli e Nella Tarantino.
Link Evento: Evento Galleria MuseoPossibile
MUSEOPOSSIBILE
Contemporanee
Lo spazio e il vuoto non sono mai contenitori neutri.
Le Ex Scuderie del Seminario Vescovile di Nola si configurano come un luogo attraversato da una stratificazione storica e simbolica che rimanda a pratiche di ordine, disciplina e controllo. In questo contesto, il sensibile” non indica una condizione originaria né un valore morale, ma una soglia: uno spazio che resiste all’appropriazione, che non si lascia pacificare, che permane in uno stato di tensione.
Pensare qui un progetto come Contemporanee, che coinvolge undici artiste, significa assumere lo spazio come dispositivo critico: non semplice cornice, ma elemento attivo di produzione di senso, capace di essere interrogato e messo in crisi. Le opere non si adattano all’architettura, ma la attraversano, rendendo visibili i meccanismi che regolano l’uso dei corpi, la distribuzione dei ruoli e la legittimazione del sapere.
La mostra nasce dalla necessità di sottrarsi a una narrazione semplificata del femminile, spesso ridotto a categoria identitaria stabile. Qui il femminile è inteso come posizione vergine: non ancora fissata, non riducibile a un’immagine univoca, non catturabile in ruoli prestabiliti.
Un campo instabile in cui si intrecciano corpo, linguaggio, memoria e potere.
Le undici artiste coinvolte: Antonella Botticelli, Anna Crescenzi, Diana D’Ambrosio, Francesca Di Martino, Mina Di Nardo, Tonia Erbino, Anna Maria-Carmen Mirabella, Anna Maria Saviano, Mariana Sofía, Pistilli M Sara e Nella Tarantino operano attraverso pratiche differenti, mantenendo ciascuna una precisa autonomia formale e concettuale. Pittura, fotografia, installazione e pratiche ibride non concorrono a una sintesi, ma costruiscono una costellazione discontinua. Contemporanee rifiuta l’idea di un discorso unitario e assume frizione, differenza e attrito come elementi strutturali del progetto.
Il corpo, quando emerge, è un corpo non disponibile: decostruito, smentito, rovesciato, vissuto nella sua dimensione singolare e insieme universale.
Non si offre come superficie estetica né come oggetto di una narrazione identitaria, ma si manifesta come spazio politico, attraversato da norme, aspettative, forme di visibilità ed esclusione.
È un corpo che resiste alla funzione, che eccede il ruolo assegnato e che rimane vergine rispetto ai dispositivi che tentano di definirlo. In questa prospettiva, il femminile si configura come posizione critica paritetica: attiva, autonoma, capace di agire sul piano del potere senza ridursi a vittima o a contro-immagine.
Allo stesso modo, il linguaggio non è inteso come strumento trasparente, ma come campo di tensione.
Le opere ne mettono in evidenza gerarchie, omissioni e attriti, rendendo visibile come ogni atto di nominazione sia anche un atto di potere.
Ciò che appare naturale o universale viene così ricondotto alla sua dimensione costruita e storicamente situata.
Il dialogo tra i lavori si sviluppa per prossimità e dislocazione.
Le opere non cercano consenso reciproco, ma attivano relazioni instabili, talvolta dissonanti. È in questa dinamica che il percorso espositivo prende forma, come esperienza critica che richiede al pubblico una presa di posizione e un attraversamento consapevole del corpo, del vuoto, dello spazio e dei suoi significati.
La scelta delle Ex Scuderie amplifica ulteriormente questa tensione.
Spazio intimo, storicamente legato a disciplina e sacralità, viene attraversato da pratiche artistiche che ne mettono in crisi l’autorità simbolica.
L’architettura diventa parte integrante del discorso: non sfondo, ma struttura da interrogare attraverso lo sguardo critico.
In questo contesto, l’artista agisce come forza di dislocazione.
Non produce nuove identità, ma apre varchi, sospende definizioni, mantiene il senso in uno stato di instabilità.
Vergine è ciò che non è ancora risolto, ciò che non è stato definitivamente nominato.
Contemporanee non celebra una ricorrenza, ma istituisce una soglia: un tempo e uno spazio in cui l’arte contemporanea assume la responsabilità di rendere visibili le strutture che organizzano il reale, senza addomesticarle.
Le opere non chiedono adesione emotiva, ma attenzione, consapevolezza e disponibilità al dubbio.
Costabile Guariglia
Appunti critici
L’artista Tonia Erbino lavora su un registro che rievoca la tradizione della posa accademica, riprendendo la lezione della ritrattistica classica e rielaborandola in chiave contemporanea. La sua è un’indagine a tutto campo sulla figura adolescenziale, intesa non solo come soggetto anagrafico ma come condizione ideale della nuova pittura: un territorio sospeso, fragile e potente al tempo stesso, in cui identità e trasformazione convivono.
L’opera su tela si configura come un viatico senza fine, un percorso aperto che non mira alla narrazione ma alla messa in evidenza delle sole caratteristiche essenziali della ricerca. La posa diventa così strumento di concentrazione e di analisi: lo sguardo, l’atteggiamento del corpo, la luce che modella i volumi non sono elementi descrittivi, bensì dispositivi attraverso cui la pittura riflette su sé stessa.
In questo processo, la figura adolescenziale assume un valore simbolico: rappresenta lo stato di passaggio, la tensione verso una forma ancora in divenire, proprio come la pittura che la interpreta. Ne emerge un linguaggio misurato e rigoroso, capace di coniugare memoria della tradizione e istanza di rinnovamento, dove l’immagine si fa spazio di riflessione più che di rappresentazione.
Costabile Gueriglia Senseria


