Mankind
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Luoghi protetti sono le tele di Tonia Erbino, luoghi in cui l’immanenza, la cultura dell’immediato, del superfluo, dell’ambiguità non trovano posto. Mankind riflette la consapevolezza della povertà dell’essere umano e l’ambizione di superarne i limiti temporali, proiettandosi nell’ultra-terreno.

Il desiderio di riconciliarsi con la propria umanità per rimarginare le ferite, per superane i limiti proibitivi e consentire la rappresentazione dell’invisibile spinge la pittrice, in mankind, ad operare nella dimensione epifanica che coinvolge non solo l’aspetto fisico ma comprende la sconfinata complessità del “sentire”, traducendo in arte il mistero.

Erbino, attraverso una sorta di mediazione comunicativa che avvicina alla religione, incontra l’interiorità, realizzando un ciclo pittorico che si articola in sette lavori di medio-grande formato, tutti oli su tela realizzati nel corso del 2018, riconducibili, simbolicamente, alla pienezza generata dallo stato di grazia. Non più, quindi, estraniamento da se stessi, bensì disposizione della mente e del cuore alla sobrietà e all’amore oblativo per tornare all’essenziale (dittico Server-Groom).

Aprire uno spazio di accoglienza vitale, abbandonarsi alla contemplazione (Over), seguire un vate (Rabbì) e lasciarsi coinvolgere in un incontro di appartenenza per l’altro si rendono indispensabili per annientare le frustrazioni e iniziare a dar voce al proprio carisma, spesso represso (Vocation).

Le opere di Tonia Erbino sono frutto di un assiduo percorso nel quale si ravvisa la necessità di penetrare la superficie, di infrangere la compattezza e la monotonia delle apparenze, di andare più avanti per varcare la soglia (Truth).

I rossi e i marroni intensi che conferiscono sacralità e corporeità alle ampie campiture sono interrotti dalle auree dei soggetti raffigurati e, a tratti, da colature e macchie di colore che dello spirito fanno percepire il respiro.

Nell’accordo profondo dei sensi e dello spazio ideale, le armonie incomprensibili della vita si materializzano nell’umanità che incarnano (Mankind).

Claudia Del Giudice

Luoghi protetti sono le tele di Tonia Erbino, luoghi in cui l’immanenza, la cultura dell’immediato, del superfluo, dell’ambiguità non trovano posto. Mankind riflette la consapevolezza della povertà dell’essere umano e l’ambizione di superarne i limiti temporali, proiettandosi nell’ultra-terreno.

Il desiderio di riconciliarsi con la propria umanità per rimarginare le ferite, per superane i limiti proibitivi e consentire la rappresentazione dell’invisibile spinge la pittrice, in mankind, ad operare nella dimensione epifanica che coinvolge non solo l’aspetto fisico ma comprende la sconfinata complessità del “sentire”, traducendo in arte il mistero.

Erbino, attraverso una sorta di mediazione comunicativa che avvicina alla religione, incontra l’interiorità, realizzando un ciclo pittorico che si articola in sette lavori di medio-grande formato, tutti oli su tela realizzati nel corso del 2018, riconducibili, simbolicamente, alla pienezza generata dallo stato di grazia. Non più, quindi, estraniamento da se stessi, bensì disposizione della mente e del cuore alla sobrietà e all’amore oblativo per tornare all’essenziale (dittico Server-Groom).

Aprire uno spazio di accoglienza vitale, abbandonarsi alla contemplazione (Over), seguire un vate (Rabbì) e lasciarsi coinvolgere in un incontro di appartenenza per l’altro si rendono indispensabili per annientare le frustrazioni e iniziare a dar voce al proprio carisma, spesso represso (Vocation).

Le opere di Tonia Erbino sono frutto di un assiduo percorso nel quale si ravvisa la necessità di penetrare la superficie, di infrangere la compattezza e la monotonia delle apparenze, di andare più avanti per varcare la soglia (Truth).

I rossi e i marroni intensi che conferiscono sacralità e corporeità alle ampie campiture sono interrotti dalle auree dei soggetti raffigurati e, a tratti, da colature e macchie di colore che dello spirito fanno percepire il respiro.

Nell’accordo profondo dei sensi e dello spazio ideale, le armonie incomprensibili della vita si materializzano nell’umanità che incarnano (Mankind).

Claudia Del Giudice

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